Villa Cahen (Allerona)

Villa Cahen sorge a 4 chilometri dal centro storico di Allerona, nella tenuta della Selva di Meana. Fu fatta costruire da Edoardo Cahen, di famiglia ebrea giunta in Italia da Anversa.

Banchiere e finanziere, Edoardo divenne cittadino italiano nel 1866 e riuscì a costruire un impero economico personale, grazie alla speculazione edilizia della capitale. Nel 1880 acquisì dalla famiglia dei Bourbon del Monte un’immensa proprietà agraria a cavallo tra Lazio ed Umbria, qui separate dal corso del fiume Paglia: mentre sul versante laziale adattò a residenza romantica neo-medievale il castello di Torre Alfina, su quello umbro iniziò la costruzione di questa villa che dopo la sua morte, avvenuta nel 1894, fu portata a termine dai figli Teofilo-Rodolfo e Ugo, che si divisero le due proprietà dirimpettaie.

L’edificio della villa, di forme sobrie ed eleganti, è in stile liberty con particolare enfasi data ai due fronti su cui si impostano i giardini all’italiana, cioè quelli verso la valle e verso Est. Nell’angolo tra i due prospetti principali vi è una serra in ferro e vetro: e questo è il carattere di tutto il complesso, cioè l’integrazione costruito-natura attraverso un giardino la cui immagine è modellata come un oggetto di contemplazione vissuta, tipica dell’economia liberale e della borghesia.

È un grandioso giardino composito, progettato dai paesaggisti francesi Henri e Achille Duchêne e diviso in cinque zone ispirate a stili diversi e dedicate a funzioni diverse: una semi-naturale, con gli alberi ad alto fusto quali abeti, querce, cedri, palme, pini neri, siepi e arbusti ornamentali; quella più adiacente alla Villa, ispirata ai giardini formali all’italiana, denominata parterre, senza alberi ma con una grande presenza di piante floricole ornamentali; una ispirata allo stile inglese, con sostegni metallici per piante rampicanti; la zona delle serre dietro la villa e dell’aranciera; e infine quella ispirata allo stile giapponese, con rocce e cascatelle. Venivano coltivate innumerevoli specie esotiche, una sorta di collezionismo botanico speculare a quello artistico, specie di arazzi, che si collezionavano dentro la villa.

 

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